
Rispetto all’anno scorso l’incremento è stato del 3,4% nel primo trimestre e del 7,4% nel secondo trimestre.

Rispetto all’anno scorso l’incremento è stato del 3,4% nel primo trimestre e del 7,4% nel secondo trimestre.

Il gruppo, che è uno dei 100 al mondo con la maggior capitalizzazione in borsa, famoso anche per aver ceduto la Burger King nel 2000, ha chiuso l’anno fiscale con un utile netto in crescita dell’1,5%, a quota 1,63 miliardi di sterline, circa 2 miliardi di euro.

BPM nella prima metà dell’anno ha fatto registrare un utile netto di 70,2 milioni di euro, segnando un calo del 43,4% in confronto ai primi sei mesi dell’anno scorso, a causa principalmente della flessione dei ricavi operativi, dovuti ai bassi tassi di interesse.

Marchionne, infatti, ha sottolineato l’estrema debolezza del mercato automobilistico europeo, circostanza che era già stata ampiamente prevista ad inzio anno, quando si era parlato del 2010 come un anno di transizione a causa dello stop agli incentivi da parte di quasi tutti i governi europei.

Dell, inoltre, ha fatto sapere che l’operazione verrà definitivamente conclusa entro la fine dell’anno e che l’acquisizione inizierà ad avere un impatto positivo sugli utili a partire dal 2012.

Chifflet, in particolare, si è indirettamente riferito all’ipotesi “spezzatino” riportata alcuni giorni fa dal giornale americano Investment News, secondo cui Unicredit starebbe valutando la possibilità di suddividere Pioneer in due parti, in modo tale da separare il business americano da quello europeo.

La banca francese, in particolare, ha chiuso il secondo trimestre 2010 con un utile netto pari a 379 milioni di euro, in crescita dell’87% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e superiore alle previsioni degli analisti, ferme a 318 milioni. I ricavi hanno registrato un incremento del 20% a 5,47 miliardi rispetto ai 4,56 miliardi di un anno fa, mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 31% a 2,06 miliardi.

Il cross con il biglietto verde è sceso sotto la resistenza di breve posta a quota 1,273, e nella giornata di ieri era stata ceduta anche la quota di 1,26.

Nonostante questi cattivi risultati del settore immobiliare in America, la Toll Brothers, primo costruttore americano di case di lusso, ha presentato un bilancio relativo al secondo trimestre dell’anno niente male.

Già verso la fine del mese scorso Sanofi avanzò un’offerta di acquisto per la società farmaceutica americana specializzata nella biotecnologia, ma fu rifiutata.

Nel periodo in esame il margine di interesse ha registrato una flessione del 33,7% a 56,6 milioni di euro, ossia 28,8 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In questo caso il calo è stato ricondotto in larga parte alla riduzione del spread applicato ai finanziamenti concessi e, in misura minore, ad una diminuzione dei volumi.

Ad ipotizzarlo è stato il quotidiano Globe & Mail, secondo cui nella scalata a Potash il colosso minerario potrebbe essere affiancato dalla cinese Chalco, divenuta sua azionista.

Il colosso minerario, in particolare, ha fatto sapere di aver registrato un incremento dell’utile netto del 116% a 12,72 miliardi di dollari. Se si escludono le voci straordinarie l’utile netto ha raggiunto quota 12,47 miliardi di euro. Nonostante la forte crescita, come dicevamo, BHP Billiton non è riuscito a centrare le attese degli analisti, che al contrario avevano ipotizzato un un utile di 13,3 miliardi di dollari.

A contribure in maniera positiva sui risultati relativi al primo semestre è stato soprattutto il taglio dei costi attuato dal gruppo olandese, nonchè l’acquisizione delle attività nella birra di Femsa, anche se l’azienda è convinta che i veri benefici di questa acquisizione si inizieranno a vedere non prima del 2012.