Bilancio Mediaset 2010

Mediaset ha pubblicato i risultati di bilancio dell’esercizio 2010, chiuso con utile netto a quota 352,2 milioni di euro, in rialzo dai 272,4 milioni del 2009, e ricavi netti consolidati in aumento del +10,5% a 4,293 miliardi.

È aumentato del 35,6% l’Ebit, a quota 815,5 milioni di euro, con la redditività operativa che ha fatto segnare 19%, contro 15,5% del 2009.

Dividendo Credem 2010, pagamento 2011

Il Consiglio di amministrazione di Credem ha deciso di proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo pari a 0,10 euro per azione, ossia in crescita del 25% rispetto alla cedola di 0,08 euro distribuita in relazione all’esercizio 2009.

La decisione è stata presa in sede di approvazione del bilancio 2010, anno durante il quale l’istituto bancario è riuscito a realizzare un utile netto pari a 78 milioni di euro, in calo del 12,2% rispetto allo scorso anno soprattutto a causa di accantonamenti straordinari per un contenzioso fiscale.

Rating Nestlè abbassato da J.P. Morgan

J.P. Morgan ha comunicato di aver tagliato il rating sulla quotazione Nestlé portandolo da “overweight” a “neutral”. La banca d’affari, in particolare, ha spiegato di aver deciso di declassare il titolo del colosso alimentare svizzero per via dell’elevata valutazione che limita di non poco il suo potenziale.

Questo per Nestlè è il secondo downgrade nel giro di poche settimane, ad inizio mese infatti il titolo ha subito un downgrade da Rbs, anche se in questo caso la motivazione è stata diversa. La banca scozzese, infatti, ha addotto a sostegno della sua decisione l’aumento del prezzo delle materie prime e la solidità del franco svizzero.

Lactalis accordo fondi per acquisto quota Parmalat

Lactalis ha fatto sapere di aver raggiunto un accordo con i fondi Zenit Asset Management, Skagen e Mackenzie Financial Corporation per salire fino al 29% del capitale di Parmalat.

La notizia è stata accolta con grande sorpresa, perché se è vero che la possibilità di un’ulteriore salita dell’azienda francese nel capitale dell’azienda di Collecchio era già stata prospettata pochi giorni fa in occasione dell’acquisto di una quota di poco inferiore al 15%, nessuno di aspettava che il tutto sarebbe accaduto così velocemente.

Stm quadro tecnico deteriorato

Il quadro tecnico di Stm si è velocemente deteriorato nel corso delle ultime sedute a Piazza Affari, in seguito al cedimento della soglia psicologica di 9 euro per azione.

Stm ha trovato dunque un ampio spazio di caduta fino a quota 8,30 euro per azione, valore che è diventato un punto di appoggio per le quotazioni del titolo.

Bilancio Tiffany novembre gennaio 2010-2011

Tiffany, la famosa azienda americana operante nel settore dei gioielli, ha pubblicato il bilancio del quarto trimestre fiscale, terminato lo scorso 31 gennaio.

I ricavi del gruppo sono aumentati dell’11% a quota 1,1 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è cresciuto del 29% a 181,2 milioni, pari a 1,41 dollari per azione.

Unicredit: 400 milioni da Bei

La Bei, la Banca europea per gli investimenti, ha messo a disposizione di Unicredit una nuova linea di credito da 400 milioni di euro, per finanziare le società di leasing del gruppo per i loro interventi in favore delle piccole e medie imprese italiane.

Verranno finanziati i progetti già in corso e quelli che ancora devo partire da parte delle Pmi. Il prestito potrà coprire l’acquisto, la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione di fabbricati.

Bilancio Edison gennaio dicembre 2010

Edison ha archiviato il 2010 con un risultato netto in calo a 21 milioni di euro rispetto ai 240 milioni realizzati nel 2009. Il risultato appare deludente anche rispetto alle stime del consensus, che avevano invece previsto un utile netto pari a circa 205 milioni di euro.

Ad incidere negativamente sul risultato sono state soprattutto le svalutazioni di asset e gli accantonamenti nel bilancio consolidato per oltre 400 milioni di euro. I ricavi hanno registrato un calo del 17,8% a 10,4 milioni, mentre l’Ebitda è risultato pari a 1,369 miliardi, ossia in calo del 6,9% rispetto al 2010.

Rating e target price Parmalat abbassati da Cheuvreux

La quotazione Parmalat ha subito un downgrade da Cheuvreux, che ha fatto sapere di aver abbassato il rating sulla quotazione dell’azienda di Collecchio portandolo da “outperform” a “underperform” e il target price a 2,478 euro, ossia il 4,49% in meno rispetto alla precedente valutazione.

La banca d’affari ha motivato la sua scelta spiegando di aver declassato il colosso alimentare per via della decisione del governo italiano di porre in essere una normativa capace di prevenire takeover ostili.

Dividendo Mondadori 2010, pagamento 2011

Dal Consiglio di amministrazione di Mondadori è arrivata la proposta di un dividendo pari a 0,17 euro per azione dopo due anni in cui gli utili erano stati destinati a riserva.

L’annuncio è stato dato mediante una nota nella quale sono stati resi noti i risultati realizzati dal gruppo editoriale nel corso dello scorso anno, chiuso con un utile netto in crescita del 22,7% a 42,1 milioni.

Dividendo campari 2010, pagamento 2011

Il consiglio di amministrazione di Campari ha fatto sapere di aver deciso di proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo invariato rispetto allo scorso anno e pari a 0,06 centesimi per azione.

La decisione è stata presa contestualmente all’approvazione dei conti relativi al 2010, chiuso con un utile netto in crescita del 14% a 156,2 milioni di euro e ricavi in aumento del 15,3% a 1,16 miliardi.

Parmalat ipotesi cordata italiana

Prende sempre più piede l’idea di una cordata italiana per il futuro di Parmalat. Nei giorni scorsi si era parlato molto di Ferrero, Bolton Group e Granarolo come soggetti candidati a capitanare la cordata italiana che dovrebbe prendere il controllo di Parmalat, per non lasciare il gruppo italiano in mano alla francese Lactalis.

La società francese di recente ha acquisito il 14% del gruppo e punta ad arrivare almeno al 20%.

AT&T accordo per acquisizione T-Mobile

L’operatore telefonico americano AT&T ha trovato un accordo con Deutsche Telekom per l’acquisizione di T-Mobile, ad un prezzo complessivo di 39 miliardi di dollari, in contanti e azioni.

Tuttavia portare alla conclusione l’affare non sarà facile, visti gli interessi che ci sono in ballo e vista la situazione non facile che sta attraversando il settore telefonico negli USA.