
È aumentato del 35,6% l’Ebit, a quota 815,5 milioni di euro, con la redditività operativa che ha fatto segnare 19%, contro 15,5% del 2009.

È aumentato del 35,6% l’Ebit, a quota 815,5 milioni di euro, con la redditività operativa che ha fatto segnare 19%, contro 15,5% del 2009.

La decisione è stata presa in sede di approvazione del bilancio 2010, anno durante il quale l’istituto bancario è riuscito a realizzare un utile netto pari a 78 milioni di euro, in calo del 12,2% rispetto allo scorso anno soprattutto a causa di accantonamenti straordinari per un contenzioso fiscale.

Questo per Nestlè è il secondo downgrade nel giro di poche settimane, ad inizio mese infatti il titolo ha subito un downgrade da Rbs, anche se in questo caso la motivazione è stata diversa. La banca scozzese, infatti, ha addotto a sostegno della sua decisione l’aumento del prezzo delle materie prime e la solidità del franco svizzero.

La notizia è stata accolta con grande sorpresa, perché se è vero che la possibilità di un’ulteriore salita dell’azienda francese nel capitale dell’azienda di Collecchio era già stata prospettata pochi giorni fa in occasione dell’acquisto di una quota di poco inferiore al 15%, nessuno di aspettava che il tutto sarebbe accaduto così velocemente.

Oggi gli occhi sono tutti puntati su Milano Assicurazioni e Fondiaria Sai, in quanto è attesa la presentazione del piano Unicredit per il salvataggio di Premafin e, a cascata, della controllata Fondiaria-Sai.

Stm ha trovato dunque un ampio spazio di caduta fino a quota 8,30 euro per azione, valore che è diventato un punto di appoggio per le quotazioni del titolo.

I ricavi del gruppo sono aumentati dell’11% a quota 1,1 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è cresciuto del 29% a 181,2 milioni, pari a 1,41 dollari per azione.

Verranno finanziati i progetti già in corso e quelli che ancora devo partire da parte delle Pmi. Il prestito potrà coprire l’acquisto, la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione di fabbricati.

Ad incidere negativamente sul risultato sono state soprattutto le svalutazioni di asset e gli accantonamenti nel bilancio consolidato per oltre 400 milioni di euro. I ricavi hanno registrato un calo del 17,8% a 10,4 milioni, mentre l’Ebitda è risultato pari a 1,369 miliardi, ossia in calo del 6,9% rispetto al 2010.

La banca d’affari ha motivato la sua scelta spiegando di aver declassato il colosso alimentare per via della decisione del governo italiano di porre in essere una normativa capace di prevenire takeover ostili.

L’annuncio è stato dato mediante una nota nella quale sono stati resi noti i risultati realizzati dal gruppo editoriale nel corso dello scorso anno, chiuso con un utile netto in crescita del 22,7% a 42,1 milioni.

La decisione è stata presa contestualmente all’approvazione dei conti relativi al 2010, chiuso con un utile netto in crescita del 14% a 156,2 milioni di euro e ricavi in aumento del 15,3% a 1,16 miliardi.

La società francese di recente ha acquisito il 14% del gruppo e punta ad arrivare almeno al 20%.

Tuttavia portare alla conclusione l’affare non sarà facile, visti gli interessi che ci sono in ballo e vista la situazione non facile che sta attraversando il settore telefonico negli USA.