Situazione settore petrolifero

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Il ministro del Petrolio del Kuwait, Ahmad al-Abdullah al-Sabah, ha affermato che l’Opec potrebbe aumentare la produzione se i prezzi del petrolio al barile salissero sopra i 100 dollari a settembre.

Il ministro, ha anche affermato come la domanda sia ancora debole anche se in Asia si iniziano ad intravedere i primi segnali della ripresa. Questa mattina il prezzo al barile era sopra ai 71 dollari, cifra che non raggiungeva da sette mesi. I future sul light crude nei mercati asiatici salivano di 1.01 dollari a 71.01 dollari, dopo aver toccato anche l’apice di 71.10 dollari.

Fiat-Chrysler, accordo concluso

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Il governo americano ha definitivamente messo la parola fine alla questione Fiat-Chrysler, infatti la Corte Suprema ha bocciato la richiesta di un gruppo di fondi pensione dell’Indiana di bloccare tutto l’accordo, dando così il via libera al gruppo del Lingotto per il passaggio di proprietà.

Subito a Piazza Affari si è fatta sentire questa notizia, infatti dopo un primo leggero rialzo dello 0.77% del Ftse Mib, ora segna addirittura +2.5%, il Ftse All Share sale dell’1.62% mentre Fiat guadagna ben il 4.64%.

La Corte d’Appello di New York settimana scorsa aveva stabilito in 3 giorni il tempo utile per presentare ricorsi contro l’accordo Fiat-Chrysler, cosa che i fondi pensione dell’Indiana hanno fatto, però sono stati giudicati insufficienti per bloccare questa fusione.

Situazione banche in borsa

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Dalla riunione dell’Eurogruppo tenutasi ieri è emerso di fatto che gli stress test bancari continueranno ad essere al centro dell’attenzione da parte delle autorità europee. Anche il commissario dell’Ue Joaquin Almunia ha affermato come sia necessario attuare questa strategia in modo da avere sempre sotto controllo la situazione anche se dovesse degenerare, aggiungendo che se necessario si potrà attuare anche un aumento del capitale delle banche.

Almunia ha anche annunciato che proporrà l’avvio di procedure per deficit pubblico eccessivo per quei paesi europei il cui Pil supererà il 3% quello di quest’anno, e l’Italia è tra questi paesi.

Buona partenza in borsa, Fiat risente delle notizie dagli Usa

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Sono partite abbastanza bene le borse europee quest’oggi dopo la brutta giornata di ieri soprattutto in America, infatti Parigi guadagna l’1% circa così come Londra, il Ftse Mib di Milano guadagna lo 0.85% a 20‘060 punti.

Oggi sarà una giornata decisiva per Telecom Italia (in questo momento +0.31% a 0.96 euro) perché il vice ministro per lo sviluppo tecnologico Paolo Romani presenta alla Commissione Trasporti in parlamento il Rapporto Caio concluso che riguarda lo sviluppo delle tecnologia a banda larga in Italia.

Ocse, arrivano i primi segnali positivi

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L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) solo pochi mesi fà, in occasione della diffusione del suo rapporto “Obiettivo Crescita”, aveva sottolineato la gravità della situazione in cui versava l’economia italiana prevedendo una recessione della durata di tre anni, previsioni che erano in netto contrasto rispetto a quelle di un gruppo di economisti che prospettavano una lenta e graduale ripresa a partire dal 2009.

A seguito del Superindice di Aprile, tuttavia, l’organizzazione sembra aver iniziato a cambiare idea parlando di una “possibile svolta” della situazione economica che vede coinvolta l’Italia, la Francia, il Canada e il Regno Unito.

Iata prevede nuove perdite per le compagnie aeree

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Che quello delle compagnie aeree fosse un settore pesantemente danneggiato dalla crisi economica è un fatto già noto, quello che forse non si riesce ad immaginare con sufficiente chiarezza è la gravità delle ripercussioni che la crisi ha avuto e contunua ad avere su questo settore.

Ma a rinfrescarci le idee ci pensa la Iata, l’associazione mondiale delle compagnie aeree che rappresenta circa 230 compagnie, ovvero il 93% del traffico internazionale di linea.

Bmw registra l’ennesimo calo

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Il gruppo Bmw rientra tra quelle case automobilistiche che hanno subito pesanti conseguenze a causa della crisi economica, una crisi che ancora oggi non riesce a far intravedere al gruppo tedesco alcun segnale di ripresa.

Di mese in mese, infatti, i risultati appaiono sempre peggiori. Durante il mese di maggio Bmw ha venduto 109.042 veicoli, ossia il 18,3% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Per il marchio Bmw, in particolare, il calo è stato del 21%, per le Mini del 19% e per le Rolls-Royce del 54%.

Borsa europea giù in avvio di settimana

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Non sta iniziando nel migliore dei modi la settimana in borsa in Europa. A Francoforte si registra infatti il crollo del titolo Arcandor che perde il 38%.
Arcandor controlla la società di vendita per corrispondenza Quelle, i magazzini Karstadt e l’agenzia di viaggi Thomas Cook.

Peer Steinbrueck, ministro delle Finanze della Germania non ha nemmeno escluso un possibile fallimento. Tutti i listini del vecchio continente hanno subito i riflessi di questa enorme perdita, sono stati influenzati, è giusto dirlo, anche dal calo delle banche e delle materie prime.

Ftse Mib, Ftse All Share e i nuovi indici

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Dal 1° giugno gli indici azionari italiani hanno subito un notevole cambiamento, infatti i vecchi Mibtel, S&P/Mib ecc. sono stati mandati in pensione dai nuovi indici calcolati secondo il metodo Ftse (Financial Times Stock Exchanges), già utilizzato nei mercati inglesi.

Piazza Affari fino a maggio era composta da 4 indici, il Mibtel (indice generale), l’S&P/Mib (indice del paniere dei 40 titoli più importanti), Midex (indice dei 25 titoli a media capitalizzazione) e All Stars che racchiudeva tutti gli indici Star (Mibstar, TechStar e Star) che erano 80 titoli con particolari caratteristiche.

Marchionne sulla riapertura della questione Opel

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Fiat, per voce dell’a.d. Sergio Marchionne fa sapere che se dovesse giungere una chiamata dal governo tedesco per riaprire i negoziati per quanto riguarda l’acquisizione di Opel, la casa del Lingotto sarebbe disposta a ripresentare la propria offerta, ritenuta da Marchionne stesso l’unica tra quelle presentate veramente valida.

Marchionne si dice disposto a parlare nuovamente con i vertici del governo tedesco, aggiungendo però che il piano della casa torinese non cambierà. La Fiat produce auto e quindi deve guardare alla riduzione dei costi, al problema della sovracapacità industriale, insomma, non può accontentare in tutto e per tutto il governo tedesco.

Giornata di borsa piatta, Mediolanum sugli scudi

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Ieri in USA sono stati diffusi i dati sull’occupazione nel continente, e nonostante i dati non siano catastrofici come ci si aspettava, la borsa ne ha risentito eccome, chiudendo in parità una giornata che era partita col segno più.

I posti di lavoro tagliati a maggio sono stati 345mila contro i 504mila previsti, ma la disoccupazione in America ha segnato numeri record. Era dal 1983 che non si avevano dati del genere: 9.4% della popolazione. Sulla scia di questi dati il Dow Jones ha chiuso comunque in rialzo dello 0.2% a 8768 punti, il Nasdaq ha perso lo 0.08% a 1849 punti e l’S&P 500 ha chiuso in calo dello 0.23% a 940 punti.

Rio Tinto si accorda con BHP Billiton

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Qualche mese fà BHP Billiton, la più grande compagnia mineraria del mondo, aveva reso noto di aver abbandonato l’offerta formulata per acquisire Rio Tinto ma a quanto pare le trattative tra le due società non erano affatto terminate.

Poche ore fà, infatti, Rio Tinto ha annullato l’accordo da 19,5 miliardi di dollari con la compagnia cinese Chinalco, optando per un’emissione di azioni da 15,2 miliardi di dollari e una joint venture sulla produzione con Bhp Billiton.