Bilancio Citigroup secondo trimestre 2011

Anche Citigroup ha pubblicato una ottima trimestrale, dopo che aveva fatto lo stesso anche JP Morgan, con risultati sopra le attese.

Citigroup, che è per dimensioni la terza banca degli Usa, ha chiuso il secondo trimestre del 2011 con un utile di 3,3 miliardi di dollari, facendo segnare un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Stress test banche, italiane tutte promosse

L’Eba, la European banking authority, ha diffuso i risultati degli stress test condotti su 90 banche europee. Come si legge nei risultati sono state bocciate solamente otto banche, che quindi in caso di crisi economica, vedrebbero scendere il loro Core Tier 1 al di sotto del 5%, e necessiterebbero di 2,5 miliardi di euro per recuperare.

Sono invece 16 le banche secondo gli stress test che in caso di choc economico vedrebbero il Core Tier 1 scendere tra il 5% ed il 6% cioè vicino alla soglia minima di resistenza.

Bilancio JPMorgan Chase & Co secondo trimestre 2011

L’unica società che si può dire non essere stata intaccata dalla crisi economica e finanziaria che, ormai dal 2008, ogni paese trascina con sé senza soluzione di continuità, è probabilmente uno, se non addirittura il primo istituto di credito a livello mondiale. Stiamo parlando, ovviamente, di JPMorgan Chase & Co.

La famosa banca newyorkese, infatti, che serve circa 90 milioni dei più facoltosi clienti, è riuscita più d’ogni altra a cavalcare l’onda della ripresa e, soprattutto grazie all’ottimo comparto di investimento di cui può disporre, risollevarsi e ottenere profitti da capogiro.

Samurai Bond tornano nel mercato finanziario

Contrariamente a quanto possiamo continuamente osservare nell’ambito del mercato europeo e statunitense, ripetutamente messi seriamente alle strette dalla crisi economica e finanziaria, dalle sconfortanti notizie macroeconomiche, dalle continue viste al ribasso di taluni paesi PIIGGS (Irlanda, Grecia e Portogallo) i cui titoli di stato sono ormai visti come spazzatura, il mercato giapponese sta vivendo una fase piuttosto florida, come dimostrato dal tornare in auge di un particolare tipo di fondo obbligazionario, denominato samurai bond.

Il samurai bond è nient’altro che un titolo pluriennale emesso in yen e contrattato presso la borsa di Tokyo, emesso però da una realtà istituzionale o industriale che non è appartenente al paese nipponico.

Bilancio De Agostini 2010

Il Gruppo De Agostini, attivo nel settore dell’editoria e dei giochi d’azzardo, ha appena archiviato i risultati del 2010 con una perdita di 560 milioni di euro che risulta essere un risultato peggiore rispetto all’anno precedente quando la società aveva chiuso con un rosso di 273 milioni di euro.

Il direttore generale Paolo Ceretta, punto di riferimento della società che possiede una partecipazione in Generali del 2,4%, ha fatto sapere che il risultato di bilancio non vuole andare in difetto con la gestione ordinaria del gruppo che ricorda essere solida ed efficiente.

Groupama rinuncia a Fondiaria-Sai

Qualche mese fa avevamo osservato l’interesse di Groupama di acquisire il 20% di Fondiaria-Sai, ma nelle ultime ore qualcosa è cambiato e pare che il colosso francese legato alle assicurazioni abbia deciso di rinunciare all’operazione.

La compagnia assicurativa transalpina aveva già intrapreso la procedura di acquisizione al punto da inviare all’Isvap una richiesta specifica al fine di poter acquisire il 20% del capitale della società facente parte del Gruppo Ligresti.

Nessun aumento di capitale per Unicredit

Si continua a parlare di un possibile aumento di capitale per Unicredit.

Secondo il Financial Times,il governatore di Bankitalia e prossimo presidente della Bce, Mario Draghi, “deve chiedere a Unicredit, le cui azioni sono state ultimamente le più deboli, di unirsi ad altri nell’effettuare un aumento di capitale”.

Negli scorsi mesi i più importanti istituti bancari, da Intesa Sanpaolo a Banco Popolare, da Ubi Banca a MontePaschi fino Popolare Milano hanno varato un aumento di capitale.

Chiusura borsa positiva e Berlusconi interviene sulla situazione dei mercati

Chiusura positiva  per la Borsa di Milano. Il Ftse Mib  ha guadagnato l’1,18% a 18.510 punti.

A fare la parte del leone sono state le banche  con Unicredit che ha centrato il rimbalzo con un +5,89% a 1,222 euro seguita da Intesa Sanpaolo (+3,34% a 1,577 euro), Mps (+5,2% a 0,518 euro), Ubi Banca (+5,52% a 3,672 euro), Bpm (+7,32% a 1,54 euro, su il Banco Popolare (+2,04%) e Mediobanca (+1,46%).

Il settore, con il suo forte peso, trascina con sé gli indici e Milano si conferma la migliore in Europa.

Andamento vendite veicoli commerciali Fiat in Russia 2011

Fiat conferma il buon trend nella vendita di veicoli commerciali leggeri in Russia.

I dati forniti dall’Association of European Business non lasciano dubbi di sorta: la casa torinese consolida il terzo posto nella vendita di veicoli commerciali con peso inferiore alle sei tonnellate, surclassata solamente dalle nazionali Uaz e Gaz.

Asta Bot risolleva la borsa

Piazza Affari recupera terreno nella seconda parte della mattinata, divisa sostanzialmente  tra il prima e il dopo asta dei Bot.

La vendita dei titoli di stato, pur mostrando un aumento dei rendimenti richiesti (dal 2,147 al 3,67), ha ottenuto una domanda che ha superato di una volta e mezzo l’offerta.

Si è innescato il cosiddetto effetto rimbalzo, guidato dalle banche e accompagnato da un restringimento dello spread Btp/Bund dopo il nuovo massimo di inizio seduta.

I titoli bancari decidono le sorti di Piazza Affari

Sprofondano ancora le banche italiane  con INTESA SP in calo del 6,5% dopo il -7,74% subito ieri, mentre UNICREDIT (ieri -6,33%) è in asta di volatilità per eccesso di ribasso con un calo teorico del 7,11%.

In avvio di scambi Banco Popolare cede il 2,92%, Mps il 2,94%, Bpm il 2,51%, Mediobanca il 2,44%.  Pesanti anche FIAT (-4,9%) oltre a tutti i titoli assicurativi e finanziari.

Andamento Piazza Affari dopo apertura in negativo

Aggiornamento 15:06 – La Borsa Italiana è in netto recupero dopo le perdite registrate nel corso della prima mattina quando Piazza Affari cedeva oltre 4 punti percentuali. Dopo le rassicurazioni del Ministro Giulio Tremonti e le parole di conforto di Angela Merkel, la Borsa di Milano è riuscita a recuperare al punto anche da raggiungere la parità e limitare i danni subiti per via delle vendite causate dal panico. Al momento il Ftse Mib è in positivo per 0,18 punti percentuali e questo dato è trainato anche dai rendimenti dei Bot che salgono al 3,67%.

Provvedimenti Consob contro la speculazione



Venerdì nero per la borsa di Milano con l’indice Ftse Mib che ha chiuso in calo del 3,47%, scendendo sotto i 19.000 punti ai minimi dal luglio 2010.

La situazione a Piazza Affari ha messo in allarme la Consob che, dopo un esame della situazione, decide una stretta sulle vendite allo scoperto, quelle che alimentano appunto la speculazione, in particolare al ribasso.