Banche USA: nessuna nazionalizzazione

di Francesco Di Cataldo Commenta

prossimi mesi. Saranno evidenziate le prospettive di crescita, disoccupazione..

Il Tesoro Usa insieme ad una serie di istituzioni hanno pubblicato ieri nel pomeriggio un intervento chiarificatore sui piani del governo evidenziati il 10 Febbraio ma non ha avuto nessun effetto benefico sulle quotazioni in borsa e non è riuscito a respingere verso alto le quotazioni borsistiche che hanno chiuso la giornata ai minimi dal 1997.

In questo modo il dollaro e lo Yen hanno finito la giornata in rialzo se confrontati con l’inizio settimana piuttosto burrascoso che aveva visto entrambe le valute perdere parecchie posizioni nei confronti dell’Euro in particolar modo. L’intervento sopra menzionato ha chiarificato che lo stato non ha intenzione di nazionalizzare le principali banche del paese (smentendo le voci che circolavano su Citigroup) ed il programma di rilancio avrà il solo effetto di controllare che le banche in difficoltà siano sufficientemente capitalizzate e potrebbe prevedere degli sforzi ulteriori per iniettare liquidità laddove il mercato richiederebbe sostegno alle banche con maggiori problemi.


La giornata di oggi riteniamo possa essere particolarmente importante perché dopo questi improvvisi indebolimenti il Dollar Index si è nuovamente riavvicinato ai massimi del 2008 e potrebbe tentare ancora una volta la sua rottura e cercare di segnare nuovi record.

La giornata potrebbe essere decisiva anche grazie al calendario economico che si presenta piuttosto fitto. Iniziamo dai dati sulla fiducia dei consumatori che dovrebbero segnare il minimo dal 1967 a quota 36 indicando l’approfondirsi di questa recessione. Al contempo avrà luogo un importantissimo discorso del governatore della Fed Bernanke che consigliamo di seguire sui maggiori siti economici per capire quale sarà l’orizzonte evidenziato davanti al senato relativamente alle prospettive di politica monetaria per i prossimi mesi. Saranno evidenziate le prospettive di crescita, disoccupazione, inflazione e mercati finanziari. Non si esclude che i nuovi minimi segnati oggi dai mercati borsistici possano aprire a nuovi ribassi sull’azionario e portare anche ad un nuovo rafforzamento del dollaro e dello Yen. Tutto questo potrà essere collegato anche ad una valutazione del nuovo test del Dollar Index dei suoi massimi.


L’Euro nella notte tra Domenica e Lunedi ha avuto un balzo notevole anche a causa dei risultati di alcune borse asiatiche (in primis Hong Kong) ma dopo aver sfiorato gli 1.30 è letteralmente crollato sotto i minimi di giornata riposizionandosi in chiusura di giornata sotto la trendline rialzista e dando segni di ulteriori indebolimenti a breve. In una giornata povera di notizie economiche di rilievo relative alla zona Euro è stato di grande rilievo il discorso di Trichet che ha fatto un appello ad un aumento della regolamentazione riferendosi in particolar modo ad hedge funds, agenzie del credito e istituzioni finanziarie. Nella mattinata da seguire la pubblicazione dell’Ifo, indice sulla fiducia nel business in Germania che dovrebbe essere appena sopra il record di 82.7 e dovrebbe indicare il peggior dato degli ultimi 7 anni circa. La volatilità di questo dato è comunque relativamente bassa.

Il Gbp dopo aver testato 1.4650 è arretrato di parecchio. La notizia principale della giornata riguarda Northern Rock, la banca nazionalizzata l’anno scorso, che dovrebbe aumentare le sue capacita creditizie dopo una iniezione di liquidità ma una serie di elementi sottolineano come il credito al consumo sia in sofferenza.

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