
I dati relativi al periodo compreso tra gennaio e settembre 2010 sono stati diffusi mediante una nota in cui la società energetica ha anche fatto sapere che le previsioni per l’esercizio in corso vedono un calo dei margini rispetto allo scorso anno.

I dati relativi al periodo compreso tra gennaio e settembre 2010 sono stati diffusi mediante una nota in cui la società energetica ha anche fatto sapere che le previsioni per l’esercizio in corso vedono un calo dei margini rispetto allo scorso anno.

In aumento anche i ricavi che hanno registrato un incremento dell’11,2% a 180,3 milioni, superando anche in questo caso le previsioni degli analisti. Il margine operativo lordo si è attestato a 25,8 milioni (+27,9%) mentre l’indebitamento finanziario netto è migliorato a 156,4 milioni dai 171,2 milioni del 30 giugno 2010.

Al contrario, invece, hanno registrato un calo i ricavi che nel periodo compreso tra luglio e settembre hanno registrato una flessione del 4,3% a 29 miliardi di dollari. Il calo dei ricavi è stato ricondotto principalmente alla vendita della divisione dell’automobile di Volvo a Zhejiang Geely Holding.

Il colosso francese, che controlla marchi importanti come Louis Vuitton e Moet & Chandon, nel corso del terzo trimestre è riuscito a realizzare vendite per 5,1 miliardi di euro, in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il giro d’affari complessivo relativo ai primi nove mesi dell’anno ha raggiunto quota 14,2 miliardi di euro, in crescita del 19% rispetto allo stesso periodo del 2009.

A spingere la banca d’affari ad essere ottimista verso la casa automobilistica tedesca sono soprattutto le previsioni relative ai risultati conseguiti nel corso del terzo trimestre, dati non ancora resi noti, anche se nei giorni scorsi Volkswagen ha diffuso il bilancio relativo ai primi nove mesi del 2010, nel corso dei quali è stato realizzato un utile pari a 4 miliardi di euro e ricavi per 92,5 miliardi, entrambi dati in netto aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La prima soluzione ipotizza semplicemente una maggiore flessibilità dei tassi cambio, lasciando ai mercati il compito di trovare un punto di equilibrio. In questo caso il dollaro dovrebbe deprezzarsi raggiungendo livelli record mentre l’euro si rivaluterebbe, a svantaggio però del comparto industriale del vecchio continente e a vantaggio di quello del nuovo continente.

Il problema principale, secondo gli esperti, riguarda il timore relativo ad un futuro aumento dei tassi di interesse, in particolare si ritiene che i bassi premi che vengono offerti al momento non non siano sufficienti a ripagare il rischio di un futuro aumento dei tassi di interesse.

Una volta che l’assemblea avrà dato il suo via libera, probabilmente nel corso della riunione fissata a dicembre, il consiglio di gestione andrà a determinare le modalità dell’emissione e il suo importo (prezzo di emissione ed eventuale sovrapprezzo, numero esatto di azioni emesse, rapporto di opzione, l’ammontare complessivo dell’aumento di capitale e la sua emissione in una o più tranche).

Questa acquisizione, infatti, ha consentito a Biverbanca di avere una rete di 122 sportelli, ben 775 dipendenti, una raccolta diretta di 3,1 miliardi e impieghi per 2,3 miliardi, un’operazione destinata a rafforzare la presenza nel territorio di riferimento che si aggiunge al completamento delle iniziative di armonizzazione delle piattaforme informatiche e dei processi operativi.

Secondo gli analisti di Intermonte, che prendono in considerazione una quota di mercato del 30%, i nuovi incentivi comporteranno per Piaggio un incremento delle vendite pari a 18.000 unità , per un fatturato aggiuntivo di 55 milioni di euro circa e ulteriori 6 milioni di euro sull’Ebitda.

Anche Nestlé, così come è accaduto per tante altre aziende che operano non solo nel settore alimentare ma anche in tanti altri comparti, ha beneficiato soprattutto del netto aumento di domanda proveniente dai paesi emergenti, che in questo caso si aggiunge al crescente successo del caffè in capsule Nespresso.

A spingere in alto i risultati del colosso francese dei cosmetici è stato soprattutto il netto aumento della domanda dei suoi prodotti da parte dei paesi emergenti, a cui L’Oréal sta puntando alla luce degli elevati tassi di crescita di queste zone, proprio come stanno facendo tante altre aziende che operano in tanti altri settori.

La decisione degli analisti deriva dalla convinzione che Bulgari riuscirà ad incrementare notevolmente sia utili che ricavi nel corso dei prossimi mesi, beneficiando anche della progressiva crescita nei mercati emergenti.

L’utile della gestione ordinaria ha raggiunto quota 586 milioni di euro rispetto ai 308 milioni di euro registrati nel terzo trimestre 2009, mentre l’utile netto si è attestato a 190 milioni di euro dai 25 milioni di euro del terzo trimestre 2009.