Moody’s prevede un biennio difficile per le banche italiane

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La notizia di oggi sul fallimento di altre sette banche americane, per un totale di 52 banche fallite in America dall’inizio dell’anno ad oggi, è un dato che sottolinea quanto la situzione in cui versano gli istituti bancari di tutto il mondo sia piuttosto difficile e precaria.

Questa condizione è stata confermata anche da Henry MacNevin, il vicepresidente Emea banking di Moody’s, che tuttavia ha sottolineato come la situzione delle banche italiane non sia poi così disastrosa.

Mutuo Domus Block di Intesa Sanpaolo

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Scegliere tra un mutuo a tasso fisso e un mutuo a tasso variabile è molto difficile perchè entrambe le offerte presentano vantaggi e svantaggi.

Il vantaggio del mutuo a tasso variabile è sicuramente quello di poter beneficiare di un eventuale calo dei tassi si interesse mentre lo svantaggio, ovviamente, è quello derivante dal fatto che questi stessi tassi di interesse oltre che calare possono anche salire, con conseguente aumento della rata mensile del mutuo.

Falliscono altre sette banche americane

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La crisi economica continua a fare vittime in America dove la Fdic (il fondo di garanzia dei depositi Usa) ha annunciato la chiusura per insolvenza di altre sette banche.

Si tratta di sette istituti di credito statunitensi di modeste dimensioni che si sono trovati ad essere pesantemente coinvolti in investimenti in obbligazioni cartolarizzate. Questi sette istituti, di cui sei appartengono allo Stato dell’Illinois, si vanno ad aggiungere a quelli già falliti dall’inizio dell’anno per un totale di 52 istituti falliti, un numero impressionante soprattutto considerando che altre 25 banche hanno dichiarato fallimento nel 2008.

General Motors pronta a ripartire

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La prossima settimana potrebbe essere decisiva per il futuro di General Motors, in quanto potrebbe nascere una nuova società GM, dopo la bancarotta annunciata tempo fa, se il giudice federale approverà il nuovo piano di ristrutturazione, cosa che ad oggi sembra molto probabile comunque.

Il giudice Robert Gerber ha rimandato la decisione di una settimana su richiesta di GM stessa che vuole sistemare qualche piccolo cavillo burocratico in modo da non avere problemi con la ripartenza delle attività.

Piaggio approva il piano strategico 2009-2012

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Nonostante la crisi economica già qualche settimana fa Piaggio aveva mostrato di non aver subito pesanti ripercussioni, vantando un innalzamento del 29,9% della suo quota di mercato in Italia.

Alla luce di questi risultati e del piano strategico 2009-2012, approvato ieri dal consiglio di amministrazione, Piaggio prevede di riuscire ad ottenere un Ebitda di 248 milioni e ricavi per oltre 1,88 miliardi, con volumi di vendita di circa 750.000 unità.

Netto calo delle borse mondiali, Piaggio presenta i piani per il 2012

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La giornata di ieri si è conclusa con tutti i principali listini mondiali in netto calo, infatti a Milano il Ftse Mib ha concluso le contrattazioni perdendo il 2,64% e l’All Share il 2,41%. Il Cac di Parigi è andato ancora peggio lasciando sul campo ben il 3,12%, Londra ha perso il 2,45% e Francoforte il 3,81%.

Da segnalare nella giornata di ieri i titoli in controtendenza come Pirelli che ha segnato +0,8% a 0,25 euro, Safilo +3,6% a 0,46 euro. Oggi le borse europee hanno iniziato la seduta in un modo molto tranquillo, dovuto anche al fatto che domani il mercato americano sarà chiuso per la festa dell’Indipendenza.

Conto corrente Essential Web di Barclays

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Anche Barclays, come tutti i principali istituti bancari, oltre alle numerose offerte dedicate a chi desidera avere un conto corrente ricco di servizi accessori, offre anche delle soluzioni semplici rivolte soprattutto ai più giovani e a chi decide di aprire un conto corrente per la prima volta.

Il conto corrente che Barclays offre a questa categoria di persone si chiama Essential Web, un conto super economico che non prevede il pagamento di alcun canone mensile, l’unica spesa fissa riguarda il pagamento dell’imposta di bollo obbligatoria per legge.

Deficit-Pil a livelli record nel primo trimestre 2009

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L’Istat ha comunicato i dati sull’indebitamento delle pubbliche amministrazioni relativi al primo trimestre 2009 e dai quali emerge un innalzamento a livelli record del rapporto deficit-Pil che si attesta al 9,3% contro il 5,7 relativo allo stesso periodo del 2008.

Si tratta del valore più alto mai registato dal 1999, anno in cui l’Istat ha iniziato a raccogliere periodicamente questi dati. Nel primo trimestre dell’anno, ha spiegato l’Istat, le entrate sono diminuite del 2,9%, una riduzione causata soprattutto dalla diminuzione delle imposte dirette e delle imposte indirette, dei contributi sociali e dalla crescita delle altre entrate correnti. Le entrate in conto capitale, invece, hanno registrato un aumento del 24,8% rispetto ai primi tre mesi dell’anno scorso.

Dati mercato auto giugno 2009, Fiat detiene il 34% del mercato

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Il mese di giugno 2009 ha segnato una ripresa netta nel mercato auto, segnando numero positivi finalmente dopo mesi di crisi. Le immatricolazioni sono aumentate di ben il 12,38% se confrontate con giugno 2008, sono state immatricolate 209.315 auto.

Era un anno e mezzo, da gennaio 2008 precisamente, che il settore auto continuava a retrocedere. La controtendenza è subito visibile anche in confronto al mese di maggio, secondo i dati rilasciati dal Ministero Infrastrutture e Trasporti, mese in cui ci fu un calo dell’8,59%.

Il Fondo Monetario Internazionale annuncia l’emissione di obbligazioni

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Il direttore del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn ha annunciato l’emissione di obbligazioni volte a raccogliere fondi da destinare ai paesi membri che versano in condizioni di difficoltà.

Queste obbligazioni, quindi, potranno essere acquistate dai Paesi membri e dalle loro banche centrali mediante la sottoscrizione di un accordo con il Fondo Monetario Internazionale, mentre per quanto riguarda il limite massimo di obbligazioni acquistabili questo verrà fissato dallo stesso Paese.

BP e MPS beneficiano del giudizio positivo di HSBC

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E’ stata un’ottima giornata in borsa quella di ieri un po’ in tutta Europa, con le principali piazze in netto rialzo spinte anche dall’andamento di Wall Street nonostante i dati macro economici che giungevano dagli USA non molto incoraggianti. A Milano il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +1,99% a quota 19443 punti.

Sulle altre piazze del Vecchio Continente, Cac40 di Parigi ha chiuso a +2,43%, Dax di Francoforte +2,01% e Ftse di Londra +2,15%.

Stati Uniti in crescita per la fine del 2009

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Le previsioni relative alla fine della crisi economica sono le stesse quasi in tutto il mondo e vedono una prima lenta ripresa per la seconda metà del 2009 e una crescita più marcata nel corso del 2010.

Poche ore fa ha confermato questa previsione anche Charles Evans, il presidente della Federal Reserve di Chicago, che, riferendosi agli Stati Uniti, ha affermato che una prima lieve crescita verrà registrata nell’ultimo semestre di quest’anno mentre alla fine del 2010 la crescita economica del paese dovrebbe aggirarsi intorno al 3%.

Investimenti pubblicitari -12% nel 2009

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La crisi economica ha inciso pesantemente anche sugli investimenti pubblicitari che nel 2009 caleranno complessivamente del 12%, per poi iniziare una lenta ripresa nel 2010.

Nel primo semestre 2009, in particolare, si è registrato il calo più pesante, ossia il 18% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un risultato che va confrontato con quello analogo di altri paesi, tra cui il -13,5% del Regno Unito, il -12% degli Stati Uniti e il -19% della Spagna. Da questo punto di vista, invece, hanno retto meglio alla crisi economica paesi come la Germania (-1,5%) e la Francia (-3%).

Pmi del settore manifatturiero registrano perdite meno drastiche

settore manifatturiero

Ancora brutte notizie per quanto riguarda le piccole e medie imprese del settore manifatturiero che nel mese di Giugno hanno registrato l’ennesima contrazione, anche se questa volta si è trattato di un livello di perdite meno drastico ripetto a quello registrato nei mesi scorsi.

Una circostanza questa che viene vista da molti come un ulteriore conferma di una lenta e progressiva ripresa dell’economia e, soprattutto come conferma che la crisi economica sta finalmente allentanto la presa.