
Quanto dichiarato dall’Ad all’assemblea è comunque in linea con le intenzioni già manifestate nel piano industriale lo scorso ottobre e pure con la vendita di Liguria Assicurazioni e di Sasa, oltre che della compagnia serba Ddor.

Quanto dichiarato dall’Ad all’assemblea è comunque in linea con le intenzioni già manifestate nel piano industriale lo scorso ottobre e pure con la vendita di Liguria Assicurazioni e di Sasa, oltre che della compagnia serba Ddor.

Lottomatica nella giornata di giovedì ha pagato una brusca correzione sotto la soglia psicologica a 14 euro, recuperata comunque nelle ore successive.

L’utile netto è stato di 299 milioni di dollari, cioè ben il 68% in più rispetto ai 177 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, con un risultato per azione pari a 0,66 dollari, dato che supera i 61 centesimi previsti dagli analisti.

Sono state soprattutto le tensioni riguardanti la questione del deficit della Grecia a sfavorire la moneta unica, il cui valore è ora crollato molto vicino ai minimi dell’anno, a quota 1,3233.

Il dato è però è inferiore del 2,2% rispetto a quello dello stesso periodo di un anno fa, quando l’utile netto era stato di 186 milioni di euro.

Addirittura rispetto allo stesso periodo di un anno fa l’aumento è di 185 milioni euro.

Ne risulta quindi molto rafforzato il quadro tecnico di breve periodo con i prezzi che hanno disegnato una chiara inversione rialzista.

Dargli torto è molto difficile, con un utile netto in tre mesi pari a 3 miliardi di dollari su 13,5 miliardi di incassi totali, cioè il 90% in più rispetto allo stesso periodo del 2009.

Va detto comunque che anche gli analisti avevano previsto un netto miglioramento dell’utile rispetto a quello di 12 mesi prima, non fosse altro che far peggio di un anno fa era molto difficile anche secondo gli esperti.

Resta come detto contrastata la situazione di breve periodo, con i prezzi che dopo essere stati vicini ai 2,3 euro per azione, necessitano ora di una fase laterale di riaccumulazione, e questo già nella seduta di ieri sembra essere avvenuto.

A settimane comunque arriverà il prospetto per la quotazione e a giorni partirà il processo di selezione dei global coordinator. Come ha detto lo stesso Ad di Enel, partiranno le lettere alle banche.

Il Gratta & Vinci ha invece registrato un calo più limitato, del 4%, soprattutto dovuto alla crescita operativa del mese di febbraio e marzo, rispettivamente +2,3% e +2,4% anno su anno.

Italcementi ha compiuto un forte recupero portandosi addirittura molto vicino alla barriera posta a quota 9,2 euro per azione, valore fondamentale per il futuro del titolo.

Ora l’aumento del canone di unbundling, cioè l’affitto agli altri operatori, sarà soggetto a consultazione pubblica.
Sono già stati anche proposti i valori degli aumenti che saranno di 8,7 euro al mese per il 2010, 9,26 euro per il 2011 e 9,67 euro per il 2012.