
E’ positivo quindi il quadro di breve termine di Autogrill anche se solo con il superamento della resistenza di area 8,8-8,82 euro avremo realmente uno spunto rialzista degno di nota.

E’ positivo quindi il quadro di breve termine di Autogrill anche se solo con il superamento della resistenza di area 8,8-8,82 euro avremo realmente uno spunto rialzista degno di nota.

R&B è arrivata ad ottenere un accordo con le banche finanziatrici del gruppo in modo da mettere in pratica una ricapitalizzazione del gruppo, con lo scopo di annullare il debito da 750 milioni di euro che il gruppo ha nei confronti di Citigroup.

Questo rialzo del valore del petrolio (pochi giorni fa veniva scambiato a 73,34 dollari) è dovuto soprattutto al grande calo delle riserve negli Usa. Se non ci fosse anche il grande recupero del dollaro nei confronti delle altre monete il guadagno sarebbe potuto essere anche maggiore.

Il ministro dell’economia degli Emirati Arabi Uniti Sultan al-Mansouri ha fatto sapere in una nota presentata ieri che l’intero stato degli Emirati non dovrà modificare nessun dato nei confronti delle previsioni economiche per il prossimo anno.

Sarà però solamente il break-out di quota 18,15 euro per azione a dare il via ad un trend rialzista del titolo, con un primo obiettivo fissato in area 18,4-18,45 ed un secondo a 18,7 euro.

Pochi giorni fa, precisamente il 15 dicembre, Tlx ha ricevuto l’ok da parte della Consob per chiudere il mercato regolamentato Tlx per poter concentrare le proprie attività sull’Mtf (Multilateral Trading Facility) EuroTLX, dal 1 gennaio 2010.

Fino alla sentenza di secondo grado quindi non ci sarà nessun pagamento però il gruppo Fininvest ha dovuto presentare una fideiussione da 806 milioni di euro con scadenza fissata ad aprile 2011, contenente una proroga in caso di deposito mancato.

Il titolo ha poi effettuato un rimbalzo tecnico oltre quota 10 euro, senza però come detto, andare oltre 10,5 euro, che potrebbe essere il primo segnale di una forte crescita del titolo entro tempi piuttosto brevi.

Il rating di breve periodo è invece passato da F2 ad F1, mentre l’outlook sul rating di lungo periodo è stato lasciato praticamente invariato. Il titolo Nokia ha reagito a questa decisione in borsa cedendo lo 0,57% a quota 8,65 euro per azione.

Come affermato anche dall’A.d. di Telecom Italia, la Securities and exchange commission americana avrebbe richiesto a TI la documentazione su Telecom Argentina, per valutare se tutto è proceduto nel modo giusto.
Secondo Bernabè però questo piccolo imprevisto non dovrebbe andare a creare nessun ritardo o dismissione.

Il titolo della casa tedesca in vista dell’uscita dall’indice Dax, a causa del calo del flottante sotto la soglia del 10%, dal momento che l’Emirato del Quatar ha concordato la salita al 17% nel capitale ordinario. Il titolo della casa automobilistica tedesca segna una flessione del 3,34% per un valore di 73.70 euro, con un minimo che si è stanziato a quota 72,41 euro.


Secondo l’Iran il giacimento definito col nome Well 4 è di loro proprietà perchè il petrolio dovrebbe sgorgare aldilà del confine, ma di fatto tale giacimento è sfruttato dall’Iraq.

Venerdì scorso Unicredit ha concluso la seduta in rialzo dello 0,33% a quota 2,2725 euro per azione, rimanendo però così nel limbo compreso tra quota 2,25 e 2,30 euro, il che non propone un’indicazione precisa dell’andamento del titolo per le prossime sedute.