
La situazione tecnica di breve periodo si sta rafforzando, con il quadro tecnico che rimane costruttivo.

La situazione tecnica di breve periodo si sta rafforzando, con il quadro tecnico che rimane costruttivo.

Durante una riunione ieri pomeriggio tra i vertici di Premafin e i tecnici delle sette banche creditrici, sarebbe stato raggiunto un accordo che prevede la ristrutturazione completa dell’indebitamento della holding (368 milioni di euro), sia nel caso di fusione di Premafin con FonSai, Milano Assicurazioni e Unipol Assicurazioni sia nel caso che la holding rimanga separata.

Come hanno sottolineato gli analisti di Equita dopo aver esaminato i dettagli dell’offerta, infatti, Edizione Holding ha dichiarato di essere pronta a rinunciare alla condizione di efficacia, ossia al controllo del 95% del capitale, solo nel caso in cui arrivi a detenere almeno una quota del 90% del capitale.

Il Cda ha ritenuto corretto il valore stabilito, in seguito alle valutazioni di Morgan Stanley e Hsbc. Quest’ultima ha anche aiutato i consiglieri indipendenti.


Il prezzo del petrolio a New York non era su livelli simili da circa nove mesi, precisamente dallo scorso 10 maggio 2011.

A deliberarlo è stato il Consiglio di Amministrazione della multinazionale automobilistica nel precisare come i prestiti obbligazionari in una o più tranche saranno destinati agli investitori istituzionali avvalendosi nel caso ai fini dell’emissione anche di società controllate. Riguardo alla finalità di questi prestiti, Fiat con una nota ha precisato come la loro emissione, tenendo anche conto delle future scadenze, sia finalizzata ad ottenere per il debito consolidato una gestione ottimale.

È la prima volta che viene indicata una data per quella che è l’Ipo più attesa di questo 2012 e che con ogni probabilità entrerà nella storia. Sempre stando a quanto riporta il WSJ il principale sottoscrittore dell’operazione sarebbe Morgan Stanley, che avrebbe battuto la concorrenza di Goldman Sachs.




Eni dovrà quindi separarsi da Snam Rete Gas e forse anche da Snam, per arrivare ad una vera liberalizzazione concorrenziale che dovrebbe far abbassare i prezzi su livelli europei.

In Europa sono addirittura 9: Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera.