
I ricavi sono aumentati a 18,6 miliardi di dollari, anche in questo caso un dato inferiore rispetto alle previsioni, che stimavano invece ricavi per 20,45 miliardi.

I ricavi sono aumentati a 18,6 miliardi di dollari, anche in questo caso un dato inferiore rispetto alle previsioni, che stimavano invece ricavi per 20,45 miliardi.

A contribuire al rialzo del titolo sono state anche le indiscrezioni di stampa secondo cui il gruppo starebbe valutando la cessione di Banco Popolare Hungary e avrebbe già intrapreso dei colloqui con alcune società finanziarie portoghesi interessate all’acquisizione.

Il consiglio degli esperti, dunque, è ancora una volta quello di diversificare il proprio portafoglio obbligazionario, in quanto operando un’attenta diversificazione tra emissioni governative e corporate bond è possibile riuscire ad ottenere un rendimento del 3% ad un livello di rischio piuttosto basso.

La banca americana, dunque, vede per il titolo Safilo un margine di apprezzamento del 21,5% circa rispetto al prezzo attuale, in quanto si ritiene che l’andamento del titolo dal cambio di proprietà non esprima ancora pienamente il suo vero valore.

La richiesta di chiarimenti da parte della Consob è arrivata a seguito di alcune indiscrezioni di stampa circolate nei giorni scorsi e che parlavano di un possibile taglio della guidance sull’Ebitda da parte della compagnia produttrice di tubi senza saldatura.

Secondo le stime nel corso del 2011 questo tipo di emissioni dovrebbero registrare un incremento a 12 miliardi dai 6,1 miliardi del 2010, uno sviluppo repentino che gli esperti hanno definito il più importante degli ultimi anni sul mercato globale del reddito fisso e delle valute.

A Piazza Affari il titolo Banco Popolare cede stamani il 2,69% a 2,35 euro. Nel giorno di avvio dell’operazione non si placano quindi le vendite sul titolo, causate in larga parte dalle valutazioni negative arrivate dagli analisti di banche come Ubs e Unicredit.

Nel periodo in esame l’utile netto si è attestato a 4,8 miliardi di dollari, in netta crescita rispetto ai 3,3 miliardi del quarto trimestre del 2009, mentre l’utile per azione è salito a 1,12 dollari, contro gli 0,74 dollari del quarto trimestre del precedente anno.

La banca ha motivato la sua decisione argomentando una serie di motivazioni, tra cui figurano la revisione al ribasso delle previsioni sui ricavi annuali da parte dello stesso management del gruppo dopo i dati deludenti del terzo trimestre, un netto ritardo nel processo di ristrutturazione e un taglio delle stime sul numero dei clienti.

Ad incidere negativamente sull’andamento della quotazione sono soprattutto le indiscrezioni di stampa che parlano di un possibile taglio da parte della compagnia della guidance sull’ebitda del quarto trimestre.

A incidere positivamente sull’andamento del titolo sono state probabilmente le parole del presidente Pierluigi Stefanini, secondo il quale i risultati realizzati da Unipol nel corso dell’anno appena trascorso hanno confermato la permanenza dell’istituto nel perimetro del gruppo.


Secondo la banca d’affari la situazione della società appare piuttosto preoccupante in quanto presenta una capitalizzazione di mercato pari a 140 milioni di euro, a fronte di un debito netto relativo al 2010 che secondo le previsioni dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,7 miliardi.

Lo stesso quotidiano, tuttavia, sottolinea anche che la quota di Banca di Mosca messa in vendita è già nel mirino dell’istituto russo Vtb e che l’istituto italiano ha scarse possibilità di riuscirla a spuntare, soprattutto in considerazione del fatto che l’amministrazione della capitale punta a vendere la quota alla banca russa, la cui quota di maggioranza è di proprietà pubblica.