
Fortunatamente ieri il titolo Mondadori è riuscito a chiudere la giornata in rialzo dell’1,35% a quota 2,6325 euro per azione, scongiurando così il pericolo di un ulteriore crollo.

Fortunatamente ieri il titolo Mondadori è riuscito a chiudere la giornata in rialzo dell’1,35% a quota 2,6325 euro per azione, scongiurando così il pericolo di un ulteriore crollo.

L’utile operativo di SRG è di 1,3 miliardi, cioè in aumento del 24,7%, addirittura meglio della previsione di Mediobanca, che stimava un valore di 1,284 miliardi; gli investimenti tecnici del gruppo sono stati pari a 1,2 miliardi.

Il titolo è arrivato fino a toccare l’importante supporto statico di quota 9-8,9 euro per azione, soglia che se dovesse venire infranta al ribasso, potrebbe provocare un ulteriore crollo del valore del titolo.

Anche l’indebitamento finanziario netto è migliorato nell’ultimo esercizio, ora in calo del 4,7% in confronto allo scorso 30 settembre.

Il dato che spicca è quello dell’utile netto, in aumento del 177% a 4,8 milioni di euro, ben oltre le attese di Equita Sim a 3,4 milioni, su ricavi per 37,7 milioni (+4,1%, previsioni 34,6 milioni).
L’Ebitda ha compiuto un balzo del 63% arrivando a 10 milioni, mentre l’Ebit ha messo a segno un +122% a 6,9 milioni.

Il titolo ha in questo modo scongiurato il pericolo imminente di un break out, mostrando comunque una forza molto oltre la media del mercato.

I primi dati preliminari parlano di traffico sulla rete autostradale Atlantia in calo dello 0,4% nel 2009, un dato che vuol dire poco, anche perché questo numero è condizionato dal fatto che lo scorso anno fu un anno bisestile, perciò un giorno in meno influisce comunque sui numeri finali.

Il DJ ha chiuso in calo dell’1,04% a quota 9.900 punti, mentre anche gli altri indici statunitensi non hanno fatto molto meglio, con il Nasdaq in calo dello 0,70% e l’S&P 500 che ha chiuso a -0,89%.

L’Ebidta segna un aumento dell’11,9%, a 16 miliardi di euro contro i 14,3 del 2008. Ma Enel allo stesso tempo sta anche continuando nel suo piano per la riduzione del debito: secondo le ultime stime il debito del gruppo è cresciuto a 51 miliardi, in calo però rispetto ai 54 del settembre 2009.

Gli occupati nei settori non agricoli sono calati di 20.000 unità a gennaio, facendo peggio delle previsioni degli analisti, che prevedevano cali da 5.000 a 20.000 posti.

Taihan, stando ai comunicati ufficiali, ha dovuto vendere la propria partecipazione in Prysmian per diminuire il debito, ed assolutamente non per paura di un calo del titolo.
Nel novembre 2007 il gruppo coreano aveva acquistato la quota di Prysmian pagando 22 euro per azione.

Dopo il mancato aggancio all’importante soglia il titolo ha trovato sostegno a 14-13,90 euro, salvo poi riuscire a tornare leggermente sopra questi valori, chiudendo la settimana in borsa con la seduta di venerdì a quota 14,1 euro, in calo comunque dell’1,19%.

Il titolo Deutsche Telekom nella giornata di ieri è arrivato a toccare anche un massimo di 9,425 euro per azione, salvo chiudere poi a 9,26 euro, in rialzo comunque dello 0,22%.

Nel comunicato Safilo fa sapere che tale aumento di capitale è riservato e prevede l’emissione di 28.539.412 azioni ordinarie Safilo ad un prezzo impostato a 0,45 euro per azione diviso in valore nominale (0,25 euro) e sovraprezzo (0,20 euro).