
I dati di bilancio 2010 pubblicati fino ad ora da alcune tra le più importanti aziende attive nel settore, infatti, hanno dimostrato che il comparto del lusso è definitivamente uscito dalla crisi.

I dati di bilancio 2010 pubblicati fino ad ora da alcune tra le più importanti aziende attive nel settore, infatti, hanno dimostrato che il comparto del lusso è definitivamente uscito dalla crisi.

Ad influire positivamente sull’andamento della quotazione è stato senza dubbio il consenso mostrato dal mercato a seguito del processo di ristrutturazione del portafoglio tedesco operato dalla società , nonchè la ridefinizione del modello di business incentrato su una riduzione del capitale investito e sulla focalizzazione dell’attività soprattutto nella gestione dei servizi per conto di terzi.

Nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2010 i ricavi sono cresciuti dell’8% a 31,4 miliardi mentre il Core Tier 1 si è attestato al 10,8% contro il 10,0% del 2009. A fronte dei risultati realizzati nel 2010, Barclays ha annunciato un aumento del dividendo da 2,5 a 5,5 pounds per azione.

Il gruppo ha battuto la guidance resa nota l’estate scorsa, facendo registrare ricavi in aumento del 9,9% ed Ebitda in crescita del 33%. Le indicazioni erano state di ricavi in aumento del 5-7% ed Ebitda del 25-35%.

I ricavi di Diasorin sono cresciuti del 38,2% a quota 109,3 milioni di euro. I ricavi dell’intero esercizio 2010 sono ammontati a 404,6 milioni, +33% rispetto al 2009.

In cambio, però, si chiede un sacrificio agli azionisti. Il piano industriale 2011-2013, infatti, prevede una politica dei dividendi piuttosto restrittiva, in quanto è previsto che venga riservato alla distribuzione degli utili non più del 50% del cash flow, inteso al netto degli oneri finanziari.

La buona performance registrata dal listino milanese nel corso del primo mese dell’anno è stata ricondotta in larga parte al risveglio della componente finanziaria, la stessa che lo scorso anno aveva inciso negativamente sui risultati del 2010.

Per quanto riguarda il primo punto, in particolare, il piano strategico prevede investimenti per cinque miliardi di euro nel corso dei prossimi cinque anni al fine di operare un ammodernamento alla rete, per una crescita complessiva del 15%, ossia pari a circa 700 milioni di euro.

Se si ha sufficiente dimestichezza con internet la soluzione migliore è quella di puntare alle banche online, senza dubbio le più economiche. Secondo l’analisi condotta da CorrierEconomia e che ha preso in considerazione le sei maggiori banche che operano online (Fineco, IwBank, Che Banca!, Ing, WeBank e Barclays), il costo medio annuo di un conto corrente online è di soli 11,05 euro.

Con questo risultato, il Giappone non è più la seconda potenza economica al mondo, scalzato dalla Cina.
Il PIL cinese dell’anno scorso è stato infatti pari a 5,88 bilioni di dollari, facendo così della Cina la nuova seconda economia mondiale.

L’utile netto del gruppo nipponico è cresciuto del 78% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, soprattutto grazie al forte aumento delle vendite di auto in Cina.

In seguito alla pubblicazione dei dati sul Pil, la Borsa di Tokyo ha chiuso la giornata in leggero rialzo, proprio perchè nonostante il calo del Pil, le previsioni degli analisti sono state battute.

RCS nel 2010 ha fatto registrare ricavi in aumento del 2,2% a quota 2,25 miliardi di euro, con un Ebitda pre oneri e proventi non ricorrenti al 50%, a 199,4 milioni di euro.

Michelin lo scorso anno ha decuplicato il suo utile netto a quota 1,05 miliardi di euro, grazie soprattutto alla ripresa della domanda di pneumatici a livello mondiale ed anche al taglio dei suoi costi.