
A favorire questo risultato, secondo gli analisti di Mps Capital Services, sono stati molti fattori come le favorevoli aspettative per le trimestrali e le indicazioni più rassicuranti giunte dall’economia del Vecchio Continente.

A favorire questo risultato, secondo gli analisti di Mps Capital Services, sono stati molti fattori come le favorevoli aspettative per le trimestrali e le indicazioni più rassicuranti giunte dall’economia del Vecchio Continente.

In particolare l’accordo prevede un grande impegno nella ricerca di possibili nuovi affari nell’Europa dell’Est e nella Russia.

Unicredit nella seduta del venerdì ha forzato la soglia dei 2 euro, trovando proprio negli ultimi minuti disponibili lo spazio per un ulteriore allungo, conclusosi a quota 2,05 euro.

Senza la crisi economica, che ovviamente ha colpito anche la Santa Sede, si sarebbe tornati anche al pareggio.

Ogni settore finanziario e lavorativo sembra essere molto scontento nei confronti della manovra, che però il nostro governo continua a difendere a colpi di fiducia.

Oggi arriveranno sul tavolo dei sindacati le lettere con i licenziamenti, che come detto, sono solamente il primo passo del piano esuberi triennale 2010-2012, che prevede 6.822 licenziamenti, dei quali addirittura 3.700 nei prossimi 11 mesi, vale a dire fino a giugno 2011.

Exor in questo modo si è avvicinato moltissimo alla resistenza chiave di 14,50-14,60 euro, e sarà proprio il breakout di questo livello a dare un nuovo e chiaro segnale di forza delle quotazioni del titolo.
E secondo gli analisti di Citigroup, la competizione nel settore è solamente che all’inizio, infatti è previsto un aumento della competizione con l’arrivo del nuovo modello di iPhone.

Addirittura Atlantia è arrivata a toccare la resistenza chiave posta a quota 15,50 euro per azione, quota che è stata forzata proprio nella giornata di ieri, con il titolo che ha chiuso la seduta a 15,51 euro, in rialzo dello 0,85%.

Nella giornata di ieri si è registrata una fase di consolidamento del cross tra la moneta unica europea e il dollaro americano, che ha comunque confermato il recupero dell’euro delle ultime settimane.

Unicredit e la famiglia Sensi sono così arrivati all’intesa per l’azzeramento del debito da 325 milioni di euro della Italpetroli.

La motivazione principale di questa modifica del rating è il maggiore bilanciamento tra rischi positivi e negativi.

Mediobanca ha dapprima forzato la resistenza di breve a 6,30 euro per azione, confermando così i segnali di ripresa evidenziati già nei giorni scorsi, quando c’era stato il breakout della soglia psicologica dei 6 euro.

Tuttavia, sebbene la liquidità sia sempre apprezzata, come dichiarato da molti analisti, non cambia il giudizio degli esperti nei confronti del titolo della società finlandese.