Erg opa su Erg Renew con obiettivo delisting

Erg ha annunciato nella giornata di ieri molto a sorpresa di voler fare un’offerta pubblica di acquisto volontaria e totalitaria sulle azioni non in suo possesso, equivalenti al 22,61%, di Erg Renew, a quota 0,97 euro per azione.

Secondo le prime indiscrezioni l’operazione dovrebbe concludersi entro febbraio 2011, con il chiaro obiettivo da parte di Erg di delisting del titolo, così da poter avere una migliore flessibilità finanziaria, organizzativa e gestionale.

Moody’s rating Spagna possibile downgrade

L’agenzia di rating Moody’s ha comunicato ufficialmente di aver messo sotto osservazione il rating della Spagna per un possibile downgrade, in quanto è cresciuta di recente la vulnerabilità del governo spagnolo nel raccogliere fondi, soprattutto a causa della scarsa fiducia del mercato.

Inoltre Moody’s osserva anche che la Spagna avrà bisogno nel 2011 di un importante rifinanziamento.

Tassi interesse Fed invariati tra 0 e 0,25%

Era stato ampiamente previsto dal mercato ma nella serata di ieri è arrivata la conferma ufficiale: il Federal Open Market Committee (il comitato esecutivo della Federal Reserve) ha deciso di lasciare invariati i suoi tassi d’interesse.

Il FOMC ha lasciato i tassi d’interesse in un range compreso dunque tra lo 0,00% e lo 0,25%, e per l’ottava volta consecutiva, il Presidente della Fed di Kansas City, Thomas Hoenig, ha votato contro la decisione del comitato.

Mediaset in rialzo dopo fiducia alla Camera

La vittoria di Berlusconi alla Camera, seppur risicata, ha giovato non poco al titolo Mediaset che a Piazza Affari subito dopo l’esito della votazione ha segnato un balzo di oltre tre punti percentuali.

Dopo l’esito scontato della votazione al Senato, dove il Governo è riuscito ad ottenere 162 voti favorevoli su 308 votanti in totale, la fiducia è arrivata anche dalla Camera, dove i voti contro la mozione di sfiducia sono stati 314, quelli favorevoli 311 e gli astenuti 2.

Siemens esercizio fiscale 2009-2010

Siemens Italia ha archiviato l’esercizio fiscale 2009-2010 con un fatturato di 2509,8 milioni, in contrazione del 2% rispetto allo scorso anno. Al contempo, tuttavia, gli ordini hanno registrato un incremento del 4% circa a 2.636,2 milioni di euro.

I dati sono stati resi noti dalla stessa società attraverso una nota, in cui viene specificato che la buona performance relativa al volume degli ordini è riconducibile in larga parte al positivo andamento del settore “industry”, che complessivamente ha realizzato da solo oltre la metà del fatturato totale.

Rcs in calo dopo taglio previsioni sugli utili

A Piazza Affari il titolo Rcs è in flessione di circa due punti percentuali, a pesare non solo l’attesa per la presentazione del business plan prevista per venerdì 17 ma anche e soprattutto la valutazione negativa arrivata da Banca Leonardo che, pur mantenendo invariato il rating a “buy”, ha tagliato il target price portandolo da 1,55 a 1,3 euro.

Il taglio del prezzo obiettivo ha seguito il taglio delle stime sugli utili relative al periodo compreso tra il 2010 e il 2012, in particolare Banca Leonardo ha ridotto le previsioni del 18% circa portandole da 50 a 34 milioni per il 2010, da 103 a 75 milioni per il 2011 e da 110 a 87 milioni per il 2012.

Dividendo Eni 2010, possibile taglio causa debito

Gli analisti di Jefferies, che hanno avviato oggi la copertura sul titolo Eni fissando un rating “hold” e un target price a 18 euro, hanno sottolineato la solidità del colosso energetico evidenziando come nonostante le sue dimensioni siano decisamente più ridotte rispetto a quelle dei suoi principali concorrenti, il volume delle attività di Eni è comunque paragonabile a quello delle compagnie più grandi, soprattutto alla luce di importanti progetti in corso, come quelli in Kazakhstan e in Venezuela che andranno a determinare un aumento della produzione.

Fiat quadro breve termine rimane positivo

Durante la seduta di ieri, il titolo Fiat ha tentato di mettere a segno un nuovo balzo rialzista ma il tentativo di superamento della quota di 14,8 euro per azione non è andato a buon fine.

Tuttavia rimane positivo per il titolo del Lingotto il quadro di breve termine anche se prima di un nuovo tentativo di balzo in avanti servirà quasi certamente una fase laterale di consolidamento, che potrà verificarsi sopra quota 14,4-14,35 euro per azione.

Goldman Sachs inserisce Apple nella Conviction Buy List

Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo, ha inserito Apple all’interno della sua Conviction Buy List, la lista dei titoli più consigliati da comprare, con un target price fissato a quota 430 dollari per azione.

Come spiegato dalla banca d’affari americana il successo della società di Cupertino si baserebbe sul modello del business particolare, cioè un modello di business piattaforma-centrico, che ruota tutto intorno ai prodotti Apple.

Outlook rating sovrano USA a rischio

L’agenzia di rating Moody’s ha lanciato un avvertimento: come indicato in una nota ufficiale potrebbe modificare l’outlook sul rating sovrano degli USA.

Secondo Moody’s, il nuovo pacchetto fiscale del Governo americano avrà degli effetti negativi sul bilancio federale quando questo sarà approvato.

Wedbush promuove Google a Outperform

Il broker Wedbush ha aumentato il suo rating sul titolo di Google, portando il giudizio da Neutral a Outperform, ed alzando ovviamente anche il target price, che è stato portato da 575 dollari per azione a quota 750 dollari.

Come fatto notare da Wedbush il tempo che la gente trascorre online e le ricerche effettuate su internet stanno sempre aumentando, dunque il broker osserva che il successo dei dispositivi mobile e dei siti di social networking non potrà che aumentare.

Trevi Fin Ind promossa da Goldman Sachs

Goldman Sachs ha rivisto al rialzo il rating su Trevi Finanziaria Industriale portandolo da “neutral” a “buy” e il target price da 11,2 a 13,6 euro, inoltre la banca d’affari ha inserito il titolo nella sua Pan-Europe buy List.

L’ottimismo della banca d’affari deriva dalla convinzione che l’attuale valore del titolo sia troppo basso rispetto alle sue potenzialità, circostanza che implica un profilo rischio-rendimento considerato piuttosto interessante, senza contare l’esposizione dell’azienda al settore dei servizi inerenti all’industria petrolifera e che dovrebbero fruttare non poco grazie ad un probabile aumento del prezzo del greggio entro i prossimi 12 mesi e che secondo le previsioni potrebbe addirittura superare i 100 dollari al barile.

Edison in calo dopo voci aumento di capitale

Il titolo Edison a Piazza Affari segna un calo di oltre quattro punti percentuali causato soprattutto dai rumors che parlano di un probabile aumento di capitale di ammontare pari a circa un miliardo di euro e che potrebbe essere deciso per via delle previsioni che vedono un margine operativo lordo inferiore del 30% rispetto ai 1,35 miliardi di euro attesi dal consenso.

A riportare le indiscrezioni che hanno causato una flessione della quotazione è l’edizione online del quotidiano Milano Finanza, che riporta anche una smentita non ufficiale da parte di alcune fonti vicine ad Edison.

Piano Industriale Iren 2011-2015

Il Gruppo Iren, nato dalla fusione di Iride e Enia, ha presentato alla comunità finanziaria il piano industriale 2011-2015, periodo durante il quale si prevede di riuscire a realizzare un margine operativo lordo a 1 miliardo di euro e una crescita media annua di oltre il 10%, con sinergie per circa 70 milioni di euro che si prevede verranno realizzate al 70% nel corso dei primi tre anni.

Lo stesso piano, inoltre, prevede nel periodo investimenti per oltre 2,4 miliardi di euro che saranno destinati soprattutto allo sviluppo di progetti già avviati e alla crescita complessiva del gruppo. A tal fine il piano prevede la dismissione di asset non strategici e la realizzazione di partnership specifiche capaci di realizzare sinergie significative.