
Il titolo sta così confermando i segnali di recupero forniti nelle sedute precedenti.
Unicredit si rilancia dunque oltre la soglia psicologica di 1,60 euro e proverà ora a lasciarsi alle spalle i minimi fatti registrare ad inizio di ottava.

Il titolo sta così confermando i segnali di recupero forniti nelle sedute precedenti.
Unicredit si rilancia dunque oltre la soglia psicologica di 1,60 euro e proverà ora a lasciarsi alle spalle i minimi fatti registrare ad inizio di ottava.

Il gruppo ha varato un piano per il consolidamento della presenza industriale in Italia, che prevede la chiusura degli stabilimenti di Brembate (Bergamo) e Refrontolo (Treviso), ed anche investimenti per 120 milioni di euro nel triennio 2010-2012 per l’innovazione di prodotto e di processo.

Bernanke è stato abbastanza rassicurante nei confronti dell’economia degli States, portando beneficio anche ai mercati che hanno segnato notevoli rialzi dopo il suo discorso.
Bernanke ha anche parlato della commissione bilancio della Camera, affermando che la ripresa americana appare su un solido percorso di recupero, anche se potrebbero volerci anni prima che il mercato del lavoro riesca a recuperare gli 8,5 milioni di posti persi durante la crisi.

A preoccupare inoltre per le sorti dell’Ungheria ci sono anche i debiti verso l’estero.

Il buon momento del titolo è confermato anche dall’analisi dei principali indicatori quantitativi, con il Macd e il Parabolic Sar che si sono girati in posizione long.

Pirelli in Russia ha siglato una joint venture con Russian Technologies, con la quale creerà un impianto di produzione degli pneumatici per vettura e autocarro nella regione di Samara.

Il Dow Jones ha trovato l’opposizione dalla barriera di quota 10.300 punti, girando così al ribasso. Resta perciò negativa la struttura di breve termine, con una previsione che parla addirittura di un nuovo ribasso a breve.

Nel piano sono previste aliquota unica del 16% sulla tassazione dei redditi familiari, imposta temporanea sulle banche, riduzione del 15% dei finanziamenti pubblici ai partiti e divieto di mutui sottoposti a fluttuazioni dei tassi di cambio.

Rimane ovviamente molto negativo il quadro tecnico dell’euro e non ci sono punti di svolta all’orizzonte.
Il prossimo supporto del cross euro/dollaro viene individuato in zona 1,18 anche se la fase ribassista in corso adesso arriverà quasi sicuramente almeno a toccare la quota di 1,165.

Sarà proprio la tenuta di questo livello a permettere al titolo Stm di cercare un nuovo allungo verso l’alto, che potrebbe concretizzarsi a breve nell’attacco alla quota 6,85 euro per azione.
Citigroup ha confermato rating buy su Stm, mentre Royal Bank of Scotland ha tenuto un rating negativo sull’azienda italo-francese, con paura di una nuova contrazione nella domanda di semi-conduttori.

A pesare sono soprattutto le paure di un contagio della crisi del debito dell’area euro anche ai Paesi al di fuori della moneta unica.

Oltre a questo dato sono arrivate anche le dichiarazioni del governo ungherese che ha parlato di un possibile default dei conti, le quali hanno creato scompiglio nelle borse del Vecchio Continente.

Secondo le prime stime il totale dei danni provocati da Bp sarebbe di circa 31 miliardi di dollari, vale a dire circa 26 miliardi di euro.