Unicredit allungo in borsa ma è giallo sui dividendi

Il titolo Unicredit si mostra molto forte a Piazza Affari, infatti anche nella giornata di ieri è riuscito a crescere molto bene, chiudendo la seduta in rialzo del 2,82% a quota 1,638 euro per azione.

Il titolo sta così confermando i segnali di recupero forniti nelle sedute precedenti.

Unicredit si rilancia dunque oltre la soglia psicologica di 1,60 euro e proverà ora a lasciarsi alle spalle i minimi fatti registrare ad inizio di ottava.

Indesit investimenti per 120 milioni di euro

Indesit Company investirà 120 milioni di euro per lo sviluppo, ma allo stesso tempo ha in progetto la chiusura di due fabbriche.

Il gruppo ha varato un piano per il consolidamento della presenza industriale in Italia, che prevede la chiusura degli stabilimenti di Brembate (Bergamo) e Refrontolo (Treviso), ed anche investimenti per 120 milioni di euro nel triennio 2010-2012 per l’innovazione di prodotto e di processo.

Economia Usa in ripresa secondo Bernanke

Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, ha parlato della situazione economica negli Stati Uniti e non solo.

Bernanke è stato abbastanza rassicurante nei confronti dell’economia degli States, portando beneficio anche ai mercati che hanno segnato notevoli rialzi dopo il suo discorso.

Bernanke ha anche parlato della commissione bilancio della Camera, affermando che la ripresa americana appare su un solido percorso di recupero, anche se potrebbero volerci anni prima che il mercato del lavoro riesca a recuperare gli 8,5 milioni di posti persi durante la crisi.

Dopo la crisi ungherese potrebbe toccare alla Bulgaria

Secondo alcuni analisti non è impossibile che l’Ungheria riesca a mantenere il deficit al 3,8% del Pil nel 2010, anche se hanno voluto precisare che il paese ungaro rimane molto vulnerabile, proprio a causa del rapporto debito pubblico/Pil, che resta il più alto tra quelli della zona.

A preoccupare inoltre per le sorti dell’Ungheria ci sono anche i debiti verso l’estero.

Luxottica break-out soglia psicologica 20 euro

Sono arrivati segnali molto positivi nelle ultime ore per il titolo Luxottica a Piazza Affari, che ha fornito segnali di forza, compiendo un fondamentale balzo avanti e superando la soglia sia grafica che psicologica dei 20 euro per azione.

Il buon momento del titolo è confermato anche dall’analisi dei principali indicatori quantitativi, con il Macd e il Parabolic Sar che si sono girati in posizione long.

Pirelli piani in Russia joint venture Russian Technologies

Come dichiarato da Marco Tronchetti Provera, presidente del gruppo, Pirelli & C. continuerà nel progetto di costruzione degli impianti in Russia entro la fine del 2010, con l’obiettivo di iniziare prima della fine dell’anno i lavoro per la produzione delle fabbriche.

Pirelli in Russia ha siglato una joint venture con Russian Technologies, con la quale creerà un impianto di produzione degli pneumatici per vettura e autocarro nella regione di Samara.

Ftse Mib nuovo segnale ribassista

Nelle ultime sedute di borsa mondiali tutti i principali listini hanno avuto molte difficoltà, a causa delle tensioni finanziarie registrate nella zona euro e ai dati macro Usa, che si sono rivelati essere molto peggiori delle aspettative.

Il Dow Jones ha trovato l’opposizione dalla barriera di quota 10.300 punti, girando così al ribasso. Resta perciò negativa la struttura di breve termine, con una previsione che parla addirittura di un nuovo ribasso a breve.

Piano d’azione Governo Ungheria

Il Governo dell’Ungheria ha approvato nella giornata di ieri il piano d’azione per sistemare i conti pubblici del Paese.

Nel piano sono previste aliquota unica del 16% sulla tassazione dei redditi familiari, imposta temporanea sulle banche, riduzione del 15% dei finanziamenti pubblici ai partiti e divieto di mutui sottoposti a fluttuazioni dei tassi di cambio.

Cambio euro dollaro target a 1,165

Continua la situazione molto difficile per l’euro, che ha ceduto anche la soglia psicologica a 1,20 nei confronti del dollaro, trovando poi uno spazio di caduta fino in zona 1,1875.

Rimane ovviamente molto negativo il quadro tecnico dell’euro e non ci sono punti di svolta all’orizzonte.

Il prossimo supporto del cross euro/dollaro viene individuato in zona 1,18 anche se la fase ribassista in corso adesso arriverà quasi sicuramente almeno a toccare la quota di 1,165.

Titolo Stm buona tenuta del supporto di breve

Il titolo Stm nelle ultime sedute ha mostrato una discreta forza in borsa, riuscendo a tenere sopra il supporto di breve posto a quota 6,55-6,50 euro per azione, reggendo molto bene alla recente fase di correzione.

Sarà proprio la tenuta di questo livello a permettere al titolo Stm di cercare un nuovo allungo verso l’alto, che potrebbe concretizzarsi a breve nell’attacco alla quota 6,85 euro per azione.

Stm rating e target price

Su Stm sono arrivati dei giudizi in contrasto tra loro nelle scorse ore, soprattutto a seguito dell’investor day che si è tenuto giovedì scorso a Londra.

Citigroup ha confermato rating buy su Stm, mentre Royal Bank of Scotland ha tenuto un rating negativo sull’azienda italo-francese, con paura di una nuova contrazione nella domanda di semi-conduttori.

Future sul Bund in aumento

Dopo aver toccato il nuovo record a quota 129,76 pb, il future sul Bund è tornato a quota 129,65 pb in seguito al crescere dell’avversione al rischio degli investitori.

A pesare sono soprattutto le paure di un contagio della crisi del debito dell’area euro anche ai Paesi al di fuori della moneta unica.

Tokyo in netto calo, euro in ribasso sotto 1,19 dollari

Nella giornata di venerdì le Borse americane hanno chiuso in forte ribasso, soprattutto a causa del dato sulla disoccupazione Usa, in calo anche se meno delle attese.

Oltre a questo dato sono arrivate anche le dichiarazioni del governo ungherese che ha parlato di un possibile default dei conti, le quali hanno creato scompiglio nelle borse del Vecchio Continente.

Costo danni marea nera Bp

British Petroleum, colpevole della marea nera in America, si troverà a dover pagare un conto molto salato per quanto successo, per risarcire i danni provocati dalla piattaforma nel Golfo del Messico e le grosse perdite di petrolio.

Secondo le prime stime il totale dei danni provocati da Bp sarebbe di circa 31 miliardi di dollari, vale a dire circa 26 miliardi di euro.